Da campo di prigionia a Colle di Compito dal 1941 a campo di concentramento dopo il 10 settembre 1943 fino alla Liberazione

Per chi è in vena di ricordi della II guerra mondiale, come possibile tappa da segnalare negli immediati dintorni di Lucca, nel Comune di Capannori, è il cippo memoriale, che ricorda il campo di concentramento P.G. N. 60,  posto nei pressi,  nella frazione di Colle di Compito, peraltro di difficile localizzazione.

 La storia del campo di concentramento inizia nella località detta “Il Pollino” nella proprietà dei Ravano (ex Gherardesca), come campo di prigionia per gli inglesi catturati: 1941. 

Il luogo è sul finire del padule, sotto lo sguardo dell’ arroccato borgo di Castelvecchio e a due passi dalla ferrovia e dalla locale stazione di Colle della la linea Lucca-Pontedera, che metteva in collegamento le zone della Lucchesia con la Piaggio, tratto ferroviario, che venne malauguratamente soppresso nel 1958, quando si pensava che le autostrade sarebbero state il futuro per l'Italia. 

Lì vicino, a qualche centinaio di metri dalle acque del lago, sorgeva anche la Badia di Sesto, i cui resti sono inglobati nella  Villa ex Ravano, ora di proprietà dei sigg. Garbin, oramai sommersa dalle ramaglie. 

Dopo l'8 settembre del 1943, il 10 settembre il campo venne occupato dai nazi-fascisti e quindi destinato a prigionieri civili, politici e non, ebrei e sudditi di paesi nemici, tutti insieme in uno spazio ristretto, quello delle baracche, in totale promiscuità.  Ad aggravare la situazione c’era il clima e la localizzazione dei campi: la vicinanza al padule, con il caldo, l’umidità ed i nugoli di zanzare d’estate.

Il 10 settembre 1943 una sventagliata di mitra dei nazifascisti colpirà tre militari italiani che presumibilmente tentavano di opporsi alla cessione del campo. Morirono il comandante, ccol.Vincenzo Cione, il capitano Massimo Felice ed il soldato Domenico Matrippolito.